Raduno Internazionale di Speleologia, in Sardegna le “Impronte” degli speleologi provenienti da tutto il mondo

Comunicato Stampa

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Raduno Internazionale di Speleologia, in Sardegna le “Impronte” degli speleologi provenienti da tutto il mondo

1.300 speleologi provenienti da tutti il mondo si sono riuniti quest’anno in Sardegna per il Raduno Internazionale di Speleologia organizzato dal Comune di Urzulei e l’associazione ICNUSSA aps con il contributo della Regione Sardegna e il patrocinio della Società Speleologica Italiana. Molti gli esperti internazionali per una quattro giorni di conferenze scientifiche, mostre, laboratori ed escursioni guidate in grotta. Ospite d’onore Rick Stanton, lo speleosub britannico che con il suo team l’estate scorsa ha salvato i 13 ragazzi intrappolati in una grotta thailandese

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Urzulei, 30 aprile 2019

1.300 speleologi provenienti da Europa, Stati Uniti, Messico, Venezuela e Cina si sono riuniti in Sardegna, che quest’anno ha ospitato il tradizionale Raduno Internazionale di Speleologia patrocinato dalla Società Speleologica Italiana (SSI).

“Impronte” è il tema e il nome del Raduno 2019, che è stato organizzato dal Comune di Urzulei in collaborazione con l’associazione ICNUSSA a.p.s. e il contributo della Regione Sardegna. Esperti del settore provenienti da tutto il mondo si sono riuniti per una quattro giorni di conferenze, mostre fotografiche a tema, laboratori didattici, esplorazioni guidate in grotta, e infine eventi e musica tipici della cultura sarda. Ospite d’onore di questa edizione, Rick Stanton, lo speleosub britannico che insieme ai suoi colleghi del British Cave Rescue Council ha salvato i 13 ragazzi che l’estate scorsa sono rimasti intrappolati nella grotta Tham Luang in Thailandia per oltre due settimane. Nel suo intervento Stanton ha illustrato agli speleologi tutte le fasi di progettazione e realizzazione di un’operazione senza precedenti che in tutto il mondo è stata definita un “miracolo” ma che “in realtà è stata frutto della combinazione di coraggio, eccezionale pianificazione, competenza e collaborazione con
tutte le forze in campo. Ci siamo trovati di fronte ad un evento senza precedenti, una cosa mai accaduta prima, quindi in quel momento ci siamo dovuti letteralmente reinventare il manuale operativo delle procedure di soccorso”, ha spiegato lo spelosub.

Ma il raduno è stata anche l’occasione per sottolineare il ruolo che la speleologia gioca nella tutela dell’ambiente, diverse sono state le iniziative organizzate in tal senso, da “Puliamo il Buio” di 24 ore, in cui gli speleologi si sono impegnati a ripulire dai rifiuti alcune cavità dei dintorni, fino al seminario teorico-pratico “Cave Conservation”, tenuto da Val Hildreth-Werker e Jim C. Werker, direttori della Divisione di Conservazione della National Speleological Society americana, che sono volati in Sardegna dagli Stati Uniti per insegnare metodi e protocolli volti a minimizzare o correggere l’impatto umano in grotta e le tecniche per cancellare e mitigare i graffiti contemporanei. “Siamo molto felici che questi due esperti di fama internazionale abbiano accettato il nostro invito, e che gli organizzatori di questo bellissimo raduno abbiano voluto dare un segnale concreto inserendo nel programma una giornata dedicata alla nostra annuale iniziativa di pulizia delle grotte, un tema molto sentito
qui in Sardegna e al quale la SSI, in quanto associazione di tutela ambientale, è particolarmente legata - ha spiegato Vincenzo Martimucci, presidente della Società Speleologica Italiana – Non bisogna dimenticare che la speleologia non è solo esplorazione e divertimento, gli speleologi possono essere molto utili alla scienza, non solo perché arrivano  là dove i ricercatori non possono arrivare, ma perché possono contribuire al monitoraggio e alla tutela delle grotte, azioni importantissime visto che per questi ambienti carsici passa e dimora una risorsa che sarà fondamentale per il nostro futuro: l’acqua” Un’occasione eccezionale di contaminazione positiva di culture e saperi, con il prezioso coinvolgimento della popolazione locale: “gli abitanti di Urzulei sono stati ben felici di aprire le loro case e il paese a speleologi e ricercatori provenienti da ogni parte del globo e hanno partecipato attivamente alla riuscita di questo evento che è stato motivo di confronto e
crescita per tutti, soprattutto nell’ambito della tutela, salvaguardia e protezione del mondo sotterraneo e sommerso, che qui in Sardegna costituisce un patrimonio inestimabile – ha chiosato Ida Cabras, geologa e presidente dell’associazione ICNUSSA a.p.s. - Il filo conduttore che abbiamo scelto quest’anno è ‘Impronte’ proprio per questa ragione, perché tutte le tracce, anche le più piccole, lasciano un segno nel mondo, e dobbiamo avere cura di scegliere quale segno lasciare e come lasciarlo ed essere consapevoli di quando, eticamente, è più opportuno non lasciarne affatto”.

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La Società Speleologica Italiana (S.S.I.) è il naturale punto di approdo per quanti frequentano, in modo consapevole e sostenibile, il vuoto delle montagne e le cavità create dall'uomo. Fondata nel 1950, è l'associazione nazionale di riferimento
per l'esplorazione e la documentazione del mondo sotterraneo ed è membro dell’Union Internationale de Spéléologie (U.I.S.) e della Fédération Spéléologique Européenne (F.S.E.). Riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio del Mare come Associazione di protezione ambientale, la Società Speleologica Italian continua a disegnare la geografia del buio con numerose pubblicazioni e azioni tese a comunicare e salvaguardare il mondo ipogeo, anche attraverso attività didattiche che educhino alla corretta e sicura frequentazione del mondo sotterraneo da parte degli esploratori.

Tramite studi ed analisi di compatibilità, l’associazione è partner di università, enti e istituzioni nella raccolta di dati, informazioni e metodi per aggiungere conoscenza indispensabile alla razionale gestione delle risorse ambientali All’interno di
SSI, tra i vari organi consultivi e organizzativi, cui è delegato lo studio o l’organizzazione di particolari aspetti e/o attività, esistono diverse commissioni con differenti compiti: ad esempio la Commissione Scuole di Speleologia, la Commissione Catasto Grotte, la Commissione Didattica e la Commissione Nazionale Cavità Artificiali (CNCA-SSI) che ha l’obiettivo primario di mettere in rete gli speleologi che svolgono attività scientifiche nel settore. Dal 1999 cura la pubblicazione della rivista della
Società Speleologica Italiana “Opera Ipogea-Journal of Speleology in Artificial Cavities” garantendone l’elevato standard qualitativo grazie ad un Comitato Scientifico internazionale di alto profilo.

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