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Nella splendida cornice calcarea di Cala Gonone, Dorgali (NU), si è svolto dal 29 ottobre al 1° novembre il seminario sui monitoraggi ambientali in grotte naturali organizzato dalla Società Speleologica Italiana, col patrocinio, contributo e collaborazione di Enti e Istituzioni Internazionali, Nazionali, Regionali e Locali

L’esigenza di salvaguardare le grotte naturali da agenti diretti e indiretti di impatto determina la necessità di un competente approccio ad ogni valutazione ambientale. Non di meno, la capacità di analizzare e comprendere la dinamica dei flussi dell’acqua e dell’aria all’interno dei complessi carsici si sta rivelando un potente strumento per aprire prospettive esplorative di nuovi orizzonti sotterranei. Il monitoraggio di parametri ambientali presuppone l’individuazione degli indicatori corretti da rilevare, la conoscenza e la capacità d’uso di strumenti adeguati, la raccolta e la gestione dei dati.

L’esperienza e la conoscenza dell’ambiente carsico da parte degli Speleologi, che raggiungono luoghi per lo più inaccessibili ai ricercatori scientifici, è fondamentale per la loro corretta raccolta e interpretazione.

I partecipanti hanno avuto l’opportunità di seguire una carrellata di interventi di professionisti e appassionati legati dai loro diversi interessi nel mondo ipogeo, oltre a visitare in escursione didattica la Grotta di Ispinigoli e il Ramo Nord delle grotte del Bue Marino. L’intreccio delle esposizioni sulle metodologie di monitoraggio fisico (temperatura, umidità, velocità dell’aria, portata d’acqua, livelli di CO2, ecc.) e biologico (censimento e studio della fauna cavernicola) ha permesso di comprendere l’importanza di tale lavoro svolto in sinergia multidisciplinare.

I risultati dei monitoraggi ambientali delle grotte naturali hanno fornito e forniranno informazioni concrete per la conservazione e la protezione del delicato habitat sotterraneo, utili sia per la conoscenza e la salvaguardia delle risorse idriche carsiche, sia per la protezione della biodiversità e non da ultimo per un sostenibile approccio all’utilizzo turistico di questi beni naturali e paesaggistici.

Una visita guidata alle Grotte del Bue Marino ha illustrato sul campo i metodi di lavoro fisico e biologico per un caso applicativo di studio di impatto ambientale e, infine, una tavola rotonda ha riunito tecnici e amministratori pubblici regionali intorno al tema “La conoscenza delle aree carsiche come opportunità di tutela e sviluppo del territorio”.

Nei prossimi mesi sarà edito un manuale operativo dedicato, in particolare, alle metodologie di monitoraggio con appendice a schede applicative di casi studio (resi disponibili come power point estesi sul web).